Storia della famiglia Luciani

Origini e legami familiari

La famiglia Luciani originaria di Comacchio, pur avendo come antenata la Contessa Natalina Cavalieri Manasse (di Longastrino) non apparteneva alla nobiltà, ma era inserita in un ambiente rispettato e con buoni collegamenti sociali.
Tra i discendenti spicca Antonio Michele Luciani (detto Michele), nato nel 1873, che diventerà una figura centrale nella storia della famiglia. Aveva una buona istruzione per l’epoca (terza media, considerata allora un livello elevato) e grazie alla sua formazione tecnica e alla sua intraprendenza, diventerà uno dei tecnici di riferimento nell’installazione e ammodernamento degli impianti saliferi delle Regie Saline dei Monopoli di Stato in diverse località italiane e del Mediterraneo.
Inizia la sua carriera nella Salina di Comacchio cui seguono incarichi nelle saline di: Margherita di Savoia (1915), Cervia (1920), Pirano (1931), Porto Rose (1933), Cagliari (1935) e Tripoli (1938-1942).
Si deve a lui un’opera di ingegneria idraulica di particolare audacia a Porto Rose dove riuscì a ricavare le vasche salanti in mezzo alle rocce della scogliera, dove l’acqua entrava con le onde del mare e lì vi rimaneva grazie ad un sistema che ne evitava la fuoriuscita.
I molti anni trascorsi in queste località con la famiglia al seguito contribuiranno anche alla formazione dei 7 figli che avranno modo di approcciare nuove realtà sia dal punto di vista geografico che culturale.

Gli anni in Libia della famiglia Luciani 1938-1942

L’occasione: l’incontro con Italo Balbo
Il trasferimento della famiglia Luciani in Libia nasce da un episodio quasi casuale, ma decisivo.
Antonio Guerrini, sposato con Teresina Luciani era amico di Italo Balbo, che negli anni ’30 era una delle figure più importanti del regime e governatore della Libia. Durante una visita conviviale a Comacchio nella casa dei Guerrini, parlando della situazione lavorativa di Michele, emerse che quest’ultimo, pur essendo un tecnico esperto di altissimo livello nel campo delle saline, si trovava ormai in pensione.
Fu proprio Balbo a intervenire direttamente, dicendo che una figura con quelle competenze non poteva restare inattiva. Decise quindi di farlo riassumere e inviarlo in Libia, con l’incarico di contribuire alla realizzazione e riorganizzazione di impianti legati alla produzione del sale nelle zone coloniali. Questo episodio segna l’inizio della fase africana della famiglia.

Il trasferimento in Libia
Accettato l’incarico, Michele partì per la Libia insieme alla moglie e ad altri membri della famiglia. Non si trattò di una migrazione individuale, ma di un vero e proprio trasferimento familiare, come spesso accadeva per i tecnici e funzionari italiani destinati alle colonie.
La destinazione principale furono le Saline di Tripoli e quelle di Bengasi, dove Michele svolse un ruolo tecnico di alto livello, continuando il lavoro che aveva già svolto in Italia: progettazione e gestione di impianti, organizzazione della produzione, sviluppo di strutture legate alle saline e ad attività connesse.

La vita della famiglia in colonia
Il nucleo famigliare che si trasferì in Libia era composto oltre che da Michele e la moglie Anita, dai figli: Laerte con la moglie Nella (con i figli Luciano, Gianmaria e Romano), Luciano, Leone con la moglie Addolorata, Gina e Maria.
I vari membri della famiglia Luciani furono richiamati a coprire incarichi significativi in Libia:
Michele:  incaricato della realizzazione e gestione di impianti (saline e strutture produttive);
Laerte: direttore di una fabbrica di tabacchi a Garian (località collinare situata nell’entroterra);
Luciano: impegnato nel commercio, in particolare nell’importazione di medicinali;
Leone: la direzione dell’Istituto Nazionale Malattie Agricole;
Gina: ispettrice scolastica nelle strutture educative italiane della colonia.

Questa distribuzione di ruoli mostra come la famiglia fosse ben integrata nel sistema coloniale italiano, occupando posizioni di responsabilità.
Gli anni trascorsi in Libia furono, almeno inizialmente, un periodo di relativa stabilità e benessere con tutta la famiglia alloggiata in una grande villa sul lungomare di Tripoli, in una zona residenziale abitata da italiani.

L’inizio della crisi: la guerra

Con l’avvicinarsi della Seconda guerra mondiale, la situazione cambiò drasticamente. Le autorità italiane iniziarono a considerare la Libia una zona a rischio. Per questo motivo vennero presi provvedimenti per mettere in salvo i più giovani: i bambini furono rimpatriati in Italia tramite navi organizzate dallo Stato vennero mandati in colonie, in particolare in Liguria, lontano dal fronte.
Successivamente anche le donne e altri membri della famiglia furono costretti a rientrare in Italia.

IL DOPOGUERRA E LA DIASPORA DELLA FAMIGLIA

Michele con la moglie Anita e la figlia Maria rientrano in Italia nel 1942 e si stabilirono definitivamente a Ferrara nella casa di via Fiume dove nacque anche il nipote Cristiano. Vissero gli ultimi anni serenamente trascorrendo i mesi estivi nella “Casa nel Vallone” delle Saline di Cervia, con una vista privilegiata sulle sue amate saline.

Leone restò in Libia con fino alla metà del 1950 e successivamente rientrò in Italia per stabilirsi definitivamente a Roma dove ebbi incarichi dirigenziali alI’INAM (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro le Malattie che poi divenne SSN) e all’INPS.

Gina rientrò con Leone e si stabilì anch’essa a Roma.

Luciano andò volontario in Africa Orientale per due anni, divenne ragioniere e riuscì a vincere il concorso all’intendenza di finanza, prese parte alla guerra come capitano d’artiglieria e fu catturato dagli alleati in Tunisia e trasferito in prigionia in California. Qui conobbe Edgardo Massoletti lo zio di Alba Pozzati sorella di Nella (moglie di Laerte) che gestiva due importanti alberghi e riuscì tramite la sua intercessione ad uscire dalla prigionia. Finita la guerra avendo già vinto il concorso all’intendenza di finanza, lavorò a Roma, poi divenne capo ufficio a Portomaggiore, poi a Ferrara, Ravenna e infine a Bobbio, Piacenza, Desio e Milano.

Laerte rientrò in Italia per stabilirsi definitivamente a Cervia dove aveva già vissuto da adolescente durante il periodo in cui il padre Michele fu impegnato nella Salina di Cervia.

Albero genealogico della famiglia Luciani
Villa Luciani Lungomare di Tripoli 1938
Maria Luciani su FIAT Balilla Sport
Tripoli Libia 1940
Laerte (2b), Anita (3a), Michele (4a)
Ferrara - Via Fiume - 1950
Cristiano, Maria, Michele e Addolorata

Luciani Giuseppe
(Comacchio)
*? †?
⚭ Contessa Cavalieri Manasse Natalina
(Longastrino Ravenna)

*? †?
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Luciani Teresina
*? †?
⚭ Cavalieri Bruno 
*? †?

Luciani Antonio Michele
*1873 †1959
⚭ Bondoli Anita
*1878 †1954

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Luciani Edoardo
*1877 †1961
⚭ Cavallari Teodora
*1876 †1961

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(vedi ramo Luciani Edoardo)

Luciani Luigi
*1892 †1896

Luciani Venere Gina
*1896 †?

Luciani Luciano
*1901 †?
⚭ 1 Montanari Eva
*? †?
⚭ 2 Zeller Eleonora
*1913 †?
⚭ 2 Zeller Mariucci
*1903 †1971
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Luciani Mariagrazia
*1935 †
⚭ Castori Silvano
*1930 †
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Castori Monica
*1959 †
⚭ Bedeschi Fulvio
*1955 †

|
Bedeschi Carolina
*1987 †

Luciani Natalina Teresina
*1903 †1964
⚭ Guerrini Antonio
*1898 †?

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(vedi ramo Guerrini)

Luciani Concetta
*1906 †1981
⚭ Guerrini Paolo
*1896 †1978

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(vedi ramo Guerrini)

Luciani Leone
*1907 †?
⚭ Giuntini Addolorata
*? †?
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Luciani Anita
*1935 †?
⚭ Maserati Italo
*? †?
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Maserati Alessandra
*1966 †

Luciani Laerte
*1912 †2012
⚭ Pozzati Nella
*1914 †2009

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(vedi ramo Luciani Laerte)

Luciani Maria
*1917 †2000
⚭ ??????
*1910 †1975
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Luciani Cristiano
*1944 †
⚭ Patracchini Cosetta
*1946 †
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Luciani Matteo
*1973 †

Ramo LUCIANI LAERTE (CERVIA)

La gioventù e il matrimonio con Nella

Laerte dopo aver trascorso la gioventù al seguito della famiglia nelle varie località del Regno d’Italia trova impiego presso un istituto bancario e sposa nel 1932 Nella Pozzati, la cui famiglia risiedeva in via Garibaldi a Comacchio e possedeva un’affermata falegnameria dedita anche alla produzione di mobili.
Nel 1935 nascono i gemelli Luciano e Gianmaria e, nel 1936 è la volta del terzogenito Romano.
Nel 1938 Laerte e Nella si trasferiscono in Libia al seguito di Michele dove nascerà nel 1938 Gianfranco. Allo scoppio del conflitto bellico, Nella con il neonato Gianfranco e incinta di Marialina sarà la prima a rientrare in Italia nel 1941 mentre il rientro di Laerte avverrà l’anno successivo a parto della figlia già avvenuto.

Il rientro avventuroso dalla Libia (1942)

Il ritorno di Laerte dalla Libia durante la seconda guerra mondiale avvenne in modo rocambolesco. Da Garian, riuscì con un’auto ad unirsi ad una colonna tedesca in ritirata e arrivò in un porto in Egitto. La sera prima di partire fece amicizia con un Italiano con il quale trascorse la serata in osteria. La mattina si accorse che l’amico, era il comandante di un motoveliero in partenza alla volta di Porto Garibaldi, si presentò all’imbarco dicendo: “non ho il biglietto”, l’amico rispose “vieni vieni” e, prendendolo sotto il braccio, lo fece salire a bordo e così potè rientrare in Italia.

LA FAMIGLIA SI STABILISCE A CERVIA

Rientrato in Italia, dopo un breve periodo trascorso a Comacchio, nel 1943 Laerte con la famiglia si stabilì a Cervia a seguito dell’assunzione come cassiere nella filiale della Banca Popolare di Ravenna che ai tempi svolgeva anche le funzioni di esattoria. Allora la direzione della filiale era affidata al Rag. Nardi.
La prima abitazione della famiglia fu la villa dell’avvocato Ubertone di Rovigo in angolo tra via dei Mille e viale Volturno.

LA "BELLE EPOQUE" di MILANO MARITTIMA

Laerte subentra a Nardi nella direzione della Filiale della Banca Popolare di Ravenna l’istituto di credito più importante della città e questo gli consente di tessere conoscenze ed amicizie con le più importanti famiglie di imprenditori locali tra cui i Sovera (Hotel Mare e PIneta), i Benzi (Hotel Rouge), i Travaglini (proprietari terrieri) e, complici le sue formidabili doti di tiratore con il fucile da caccia, lo eleggono a compagno molto ambito per le battute di caccia.
Laerte persona, colta, elegante e dai modi garbati e signorili si trova perfettamente a suo agio sia nell’ambiente mondano ed è proprio durante una serata mondana all’hotel Mare e Pineta che nel 1957 conosce Ava Gardner che ai tempi era la compagna di Walter Chiari che spesso soggiornava a Milano Marittima

 

 

 

Milano Marittima a quel tempo è una località turistica molto rinomata e ancora frequentata dall’alta borghesia Milanese.

Comacchio 1937
Laerte Luciani al "tiro a segno"
Comacchio 1935
Nella con i gemelli Luciano e Gianmaria
Milano Marittima 1957
Dedica di Ava Gardner a Laerte Luciani

Luciani Laerte
*1912 †2012
⚭ Pozzati Nella
*1914 †2009

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Luciani Giammaria
*1935 †
⚭ Stevanella Margherita
*1948 †
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Luciani Luciano
*1935 †1981
⚭ Huson Valerie Ann
*1938 †
(vedi ramo Inglese)

Luciani Romano
*1936 †1990

Luciani Marialina
*1941 †
⚭ Baldisserri Giandomenico
*1938 †1985
(vedi ramo Baldisserri)

Luciani Gianfranco
*1938 †2025
⚭ Cattel Raffaella
*1946 †
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Luciani Stefano
*1966 †
⚭ Conte Katia
*1973 †
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Luciani Arianna
*2000 †

Luciani Michela
*1969 †
⚭ 1 Gianni Giordani
*1967 †
⚭ 2 Scarpellini Stefano
*1963 †
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Luciani Dario
*1969 †
⚭ Mazzolani Chiara
*1974 †
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Luciani Martina
*2006 †
Luciani Pietro
*2009 †

Luciani Marcello
*1966 †
⚭ Ruocco Raffaella
*1978 †
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Luciani Maria
*2008 †
Luciani Margherita
*2012 †

Giordani Francesco
*1993 †

Scarpellini Marco
*2001 †
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Ramo Guerrini-LUCIANI

Il legame tra le due famiglie si consolidò attraverso due matrimoni paralleli, un fatto abbastanza raro ma non eccezionale nelle famiglie dell’epoca, le due sorelle Luciani Teresina e Concetta sposarono i due fratelli Guerrini Antonio e Paolo (detto Paolino).

Origini e legami familiari DEI GUERRINI

La famiglia Guerrini, nella ricostruzione raccontata da Renzo Guerrini, è strettamente legata alla famiglia Macesi, proprietaria di numerosi poderi nella zona di Sant’Alberto di Ravenna, vicino a Mandriole e Alfonsine. Uno dei membri più importanti di questa famiglia era Angiolino Macesi, che possedeva vaste proprietà agricole nella zona.
Alla sua morte l’eredità fu divisa tra i parenti più prossimi: una parte in denaro fu destinata al padre di Renzo Guerrini (tramite la linea familiare della nonna Angela Macesi), mentre i poderi agricoli furono lasciati a Ugo Macesi, figlio di Augusto Macesi.
Questo patrimonio familiare fu fondamentale perché permise ai Guerrini di disporre del capitale necessario per intraprendere nuove attività economiche.
La famiglia viveva principalmente nella zona della Pialassa di Ravenna, una vasta area lagunare e paludosa, dove il nonno Giuseppe Guerrini lavorava come amministratore delle proprietà della famiglia Patrignani, ricchi proprietari terrieri di Comacchio che possedevano terreni dal delta del Po fino a Ravenna

Le attività imprenditoriali della famiglia nei primi del '900

La società delle cave di marmo
Dopo la Prima guerra mondiale il padre di Renzo, insieme al fratello Paolo Guerrini, iniziò una nuova fase imprenditoriale utilizzando il denaro ricevuto in eredità. Venne costituita una società con alcuni imprenditori e professionisti: il commendator Ferri di Bologna, il ragioniere Gormanelli di Ravenna (amministratore delegato) e il padre di Renzo come direttore tecnico.
Questa società ottenne numerosi appalti per lo sfruttamento delle cave di marmo in Istria. Il marmo estratto veniva utilizzato per grandi opere pubbliche in Italia. Tra i lavori citati nel racconto: la costruzione delle dighe di Porto Garibaldi, lavori stradali importanti, tra cui la strada Padova–Venezia, altri cantieri edilizi in diverse zone del paese
L’impresa fu molto redditizia e consentì alla famiglia di accumulare una notevole ricchezza.

Il commercio del petrolio
Quando l’attività delle cave si esaurì, il padre di Renzo avviò un nuovo settore di affari.
Durante la guerra aveva conosciuto in ospedale un capitano americano figlio di un grande petroliere. Grazie a questo contatto riuscì ad ottenere la concessione per l’importazione di petrolio in Italia. Da questa opportunità nacque la società Fratelli Guerrini, formata principalmente dai due fratelli: Antonio Guerrini (padre di Renzo) e Paolo Guerrini.
La sede dell’azienda era a Fiume, che all’epoca era porto franco e quindi un luogo ideale per il commercio internazionale. Il sistema commerciale funzionava così: il petrolio arrivava via nave a Fiume e veniva trasportato tramite motonavi della famiglia, per essere poi scaricato nei porti di Porto Marghera e Ravenna.
La famiglia possedeva anche una motonave chiamata “Angelina Madre”, ereditata dalla famiglia Bondoni e dedicata alla nonna.
Questa attività portò grandi guadagni fino alla metà degli anni ’30.

La fine del commercio petrolifero
L’attività commerciale fu bruscamente interrotta nel 1935, quando il regime fascista di Benito Mussolini impose l’autarchia economica e l’Italia subì le sanzioni internazionali dopo la guerra d’Etiopia.
Queste restrizioni resero praticamente impossibile importare petrolio dall’estero, e quindi l’impresa dei Guerrini cessò la propria attività.

Le attività agricole
Parallelamente alle attività industriali e commerciali, la famiglia investì molto anche nell’agricoltura.
Dopo la bonifica di alcune valli del territorio di Comacchio (come Valle Lepre, Valle Oppio e Valle Isola) i Guerrini acquistarono circa 250 ettari di terreni che erano stati inizialmente assegnati ai reduci della Prima guerra mondiale.
La famiglia sviluppò un’agricoltura moderna per l’epoca, acquistando: 10 trebbiatrici, 6 trattori ealtre macchine agricole. Le coltivazioni principali erano: meloni, cocomeri, barbabietole, zucche e lino destinato alla produzione tessile.
Il lino veniva venduto a un imprenditore svizzero che lo esportava nel suo paese per produrre tessuti. Grazie a queste attività la famiglia conduceva una vita agiata, con automobili, motoscafi e numerose proprietà

Vita sociale e passioni di Antonio Guerrini, padre di Renzo

Antonio Guerrini era una figura molto dinamica e influente nel territorio. Oltre alle attività imprenditoriali: era ufficiale della Milizia fascista, ricopriva incarichi amministrativi locali, era direttore di una cassa mutua sanitaria.
Aveva anche una grande passione per la motonautica. Partecipò e vinse diverse competizioni importanti, tra cui: due campionati del mondo di motonautica, due edizioni della gara Pavia-Venezia, il circuito del Carnaro.
Le sue barche da corsa erano progettate da un architetto di Comacchio, Cavaglieri.

La Seconda guerra mondiale e la rovina economica

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale nel 1940 Antonio Guerrini partì per il fronte francese come ufficiale della milizia. Dopo la campagna contro la Francia fu assegnato a incarichi amministrativi nella provincia di Ferrara.
Nel frattempo la situazione della famiglia precipitò. Durante i bombardamenti inglesi su Porto Garibaldi una cannonata colpì le officine della famiglia un’altra colpì la casa.
Le conseguenze furono devastanti: distruzione delle proprietà, perdita dei macchinari agricoli, fine delle attività economiche.
Antonio Guerrini morì nell’aprile del 1945, poco prima della fine della guerra, vittima di una rappresaglia partigiana.

La situazione dopo la guerra

Dopo il conflitto la famiglia si trovò praticamente senza il patrimonio accumulato nei decenni precedenti. Le principali vicende furono: Paolo Guerrini visse con la pensione, dopo aver lavorato come direttore del mercato del pesce di Porto Garibaldi. Gianna Guerrini, una nipote, divenne insegnante e lavorò anche come assistente universitaria a Urbino.
Renzo Guerrini trovò lavoro nella Cassa Mutua Nazionale Malattia, grazie al diritto riservato agli orfani dei dipendenti dell’istituto. Da quel momento la famiglia passò da una condizione di grande prosperità economica a una vita molto più normale.

Paolo Guerrini (1928)
Gianna e Renzo Guerrini con Lina di Palma (1932)
Renzo Guerrini, figlio di Antonio (1935)

Luciani Antonio Michele
*1873 †1959
⚭ Bondoli Anita
*1878 †1954

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Luciani Concetta
*1906 †1981
⚭ Guerrini Paolo
*1896 †1978
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Luciani Natalina Teresina
*1903 †1964
⚭ Guerrini Antonio
*1898 †?

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Guerrini Luciana
*1932 †2026
⚭ Scabbia Gianluigi
*1930 †?
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Scabbia Martino
*1964 †
⚭ ???? ????
*? †
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Scabbia ???
*??? †

Guerrini Gianna
*1927 †?

Guerrini Gianroberto
*1929 †?
⚭ Baker Antoinette
*1943 †2003
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Guerrini Angelo
*? †?

Guerrini Renzo
*1930 †2026
⚭ Delauda Eugenia
*1935 †2009
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Guerrini Sara
*1968 †
⚭ Carden David
*1966 †



Guerrini Monica
*1966 †

Guerrini Anthony
*1969 †
⚭ Beltrami Rita
*1966 †
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Guerrini Taylah
*2002 †
Guerrini Sarah
*2002 †